Più passa il tempo, più quella di Primo Levi si rivela una delle esperienze fondamentali del Novecento letterario, non solo italiano. Nella mente di tutti Levi è il testimone, l’autore del libro fondamentale sulla Shoah : colui che ha saputo guardare con l’occhio della ragione fino in fondo alla tragedia più emblematica del Novecento, pagando per questo un prezzo altissimo. Ma Levi è stato anche altro: uno scrittore poliedrico, curioso, vitale, spesso sorprendente. La lingua è il perno intorno a cui ruota questo universo di scrittura: non solo il materiale di costruzione delle sue opere, ma lo strumento affilato del suo conoscere. Il seminario intende affrontare le diverse facce del prisma Levi utilizzando la lingua come via di accesso privilegiata e come strumento di interpretazione critica.